Francesco Hayez, I vespri siciliani, 1822
Il malcontento lo portiamo con noi da secoli,
oramai è territorializzato sulla "nostra" pelle,
per questo il "padroncino" di turno ha buon gioco nel servirsi dellla legittima rabbia per scopi e finalità che celano soltanto altre logiche e rapporti di potere .
Defiscalizzazione del carburante (in considerazione delle 3 gigantesche raffinerie che quotidianamente contribuiscono all'altissima percentuali di tumori riguardanti l'apparato respiratorio), crisi dell'agrumicoltura (che non regge la competizione con i prodotti spagnoli ed extraeuropei), la rovina della pesca (surclassata dal pescato indo-giapponese) e la centenaria sudditanza ad un sistema di "favori" che ha intasato i rapporti di produzione locali.
Di questo ci si lamenta alla "periferia dell'Impero".
Peccato che queste "proteste libidinali", queste cieche ribellioni condite di non sense feriscano gli stessi offesi: i siciliani;
peccato che, come nel 1516, nel 1647 e mille volte ancora, il malcontento risulterà essere gestito da quei gruppi di potere che, molto probabilmente, riusciranno a perimetrare il dissenso, non in cambio della "ristrutturazione" sociale, ma di un "posto al sole" per figli e parenti...ma, magari, mi sbaglio.
Sentieri Erranti
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