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sabato 21 gennaio 2012

Epigrafi 12.

  Vincenzo Consolo (18 febbraio 1933-21 gennaio 2012)

"O mia medusa,
mia sfinge,
mia Europa,
mia Persefone,
mio sogno e mio pensiero,
cos'è mai questa terribile, meravigliosa e oscura vita questo duro enigma che l'uomo sempre ha declinato in mito,
in racconto favoloso, leggendario,
per cercar di rispecchiarla,
di decifrarla per allusione, per metafora?...
e qui come mai mi pare di veder la vita,
di capirla e amarla,
d'amare questa terra come fosse mia,
la terra mia,
la terra d'ogni uomo,
d'amare voi, e disperatamente....
Voi o la vita?
o me medesimo che vivo?
Com'é ambiguo,
com'è incomprensivo questo molesto impulso,
questo sentire intenso che chiamiamo amore !"
Vincenzo Consolo, Retablo.

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