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mercoledì 4 maggio 2016

Frammenti 243


"È evidente l'aridità culturale della Buona scuola. Sono stati riciclati i materiali che residuavano dalle passate elaborazioni e quelli abbandonati sulla battigia dalle ondate del mainstream. Se ne possono evidenziare almeno quattro:
a) Il gergo dell'autonomia in uso nella policy community di chi non fa scuola, ma ne parla, la gestisce e la rappresenta: politici, funzionari, amministratori, burocrazie scolastiche, consulenti in servizio permanente, venditori di progetti, associazioni di supporto, annunciatori dell'esistente ecc
b) il mercato malinteso da quegli economisti di Palazzo che convincono i politici ad applicare alla scuola le ricette già fallite in economia
c) i luoghi comuni enfatizzati da quel grande bar dello sport che è diventato il giornalismo nazionale
d) l'ossessione normativa che porta a scrivere una legge prolissa, farraginosa e frammentata.
[...] su queste basi non poteva poggiare una svolta.
[...] Quando si è passati a scrivere il testo, il Presidente del Consiglio ha avuto la prima consapevolezza dello scarto tra annuncio e realtà. Lo fece capire nell'assemblea di rendiconto a Bologna [...] A quel punto ha inserito nel disegno di legge le proposte nuove di sicuro impatto simbolico e di scarsa sostanza. il comando del preside, il Jobs Act del docente e il premio una tantum. Sono state scelte appositamente per suscitare uno scontro ideologico al fine di alzare la tensione fino a coprire l'assenza di contenuti".
Walter Tocci, La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative, pp. 18-19.

lunedì 2 maggio 2016

Frammenti 242




"Il finanzcapitalismo è una mega-macchina che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni allo scopo di massimizzare e accumulare, sotto forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia dal maggior numero possibile di esseri umani, sia dagli ecosistemi. 
L'estrazione di valore tende ad abbracciare ogni momento e aspetto dell'esistenza degli uni e degli altri, dalla nascita alla morte o all'estinzione. Come macchina sociale, il finanzcapitalismo ha superato ciascuna delle precedenti, compresa quella del capitalismo industriale, a motivo della sua estensione planetaria e della sua capillare penetrazione in tutti i sotto-sistemi sociali, e in tutti gli strati della società, della natura e della persona".
Luciano Gallino, Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, p.5.

domenica 1 maggio 2016

Frammenti 241


"L'Utopia è sempre stata una questione politica, destino alquanto insolito per una forma letteraria. Eppure, così come il suo valore letterario è perennemente messo in discussione, anche il suo status politico è strutturalmente ambiguo.
[...] Nel frattempo, per usare la famosa frase della signora Thatcher, non c'è alcuna alternativa all'utopia, anche perché il tardo capitalismo sembra non avere più alcun nemico naturale [...]. Eppure qui non è in questione soltanto l'universalità invincibile del capitalismo che smantella instancabile tutti i progressi sociali strappati a partire dalla nascita dei movimenti socialista e comunista, che limita il welfare, la rete di salvaguardie, il diritto a unirsi in sindacato, i vincoli ambientali e alle industrie, che propone di privatizzare le pensioni e di distruggere quanto si oppone al libero mercato in tutto il mondo. La disgrazia non è la presenza di un nemico, bensì la convinzione universale non solo dell'irreversibilità di questa tendenza ma dell'impossibilità e della non praticabilità delle alternative storiche al capitalismo, la certezza che non sia concepibile né tantomeno realizzabile nella pratica alcun altro sistema socioeconomico".
Fredric Jameson, Il desiderio chiamato Utopia, p. 9; p.11

sabato 30 aprile 2016

Frammenti 240


"Un falso banale, dell'VIII secolo, sfatato da Lorenzo Valla e forse composto come esercizio retorico, servì da appiglio a ogni pretesa territoriale dei papi.
[...] In breve: un evento inesistente ci consegnò una buona fetta di Storia del mondo occidentale. Qualcuno, alle volte, lo chiama "finzione. 
Esistono fantasie potenti. Esistono casi in cui anche il falso, l'invenzione, qualcosa che abbiamo immaginato riesce a costruire la realtà. La cosa non c'è, ma c'è la sua ombra. Smuove gli eserciti, influisce sull'arte, fonda nazioni e le distrugge, con tutto il valore concretissimo di un fatto pesante come un altro. Ci hanno insegnato a badare alle guerre, ma siamo figli anche dei sogni. Di bugie, incubi, creazioni, che hanno nutrito il nostro presente crescendolo per quello che è".
Errico Buonanno, Sarà vero. La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia, p. VI.

mercoledì 27 aprile 2016

Frammenti 239


" [...] fin nel profondo del cuore mi è del tutto indifferente che cosa possano pensare di me i filosofi di professione oggi come oggi; perché non è per loro che scrivo"
L. Wittgenstein in R.Monk, Wittgenstein. Il dovere del genio, p.321.

lunedì 25 aprile 2016

Frammenti 238




"Un godimento 'avvolto nella sua stessa contiguità' è un'altra cosa. 
Un godimento che non cade sotto la barra del significante, che non sa nulla del fallo, non causato perciò da un oggetto a, è un godimento precluso dal simbolico, 'fuori inconscio'. E' concepibile in qualche modo la clinica di questo godimento che fa ritenere che le donne non dicono tutto perché non ne dicono assolutamente nulla?"
Colette Soler, Quel che Lacan diceva delle donne. Studio di psicoanalisi, p. 38

sabato 23 aprile 2016

Frammenti 237


"Per tre giorni si era sparato e di vivi ne eran rimasti pochi, e quei pochi stavano rintanati nei fossi per non farsi sorprendere dai francesi. 
Un gruppo di sbandati andava errando nelle campagne tra il paese di Vanzeghello e la località di Tornavento, nel punto in cui una parte del Ticino devia nel canale artificiale detto Naviglio Grande o, comunemente, Ticinello. 
Il gruppo lo comandava il Tascher, l'unico che aveva ancora la spada; durante la fuga gli altri avevano mollato tutto".

Nino Majellaro, L'isola delle comete, p.7