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venerdì 3 ottobre 2014

Segnalazioni 64. Una tomba per l'insegnante di sostegno?




In questi giorni sta facendo molto discutere la proposta di Dario Ianes, docente, autore del libro “L'evoluzione dell'insegnante di sostegno” e cofondatore delle Edizioni Centro Studi, che sostiene la necessità di trasformare radicalmente l'impianto che attualmente sostiene il sistema "insegnante di sostegno" nella scuola italiana. La proposta di Ianes è quella di convertire l'80% dei docenti di sostegno in docenti curriculari e i restanti in figure specialistiche dotate di competenze tecniche in grado di coordinare l'attività di integrazione tra gli alunni della classe e lo studente diversamente-abile. Il tutto attraverso la messa a disposizione di materiali, idee, consulenze, strategie e  forme di collaborazione attiva con l'intero consiglio di classe. 

lunedì 29 settembre 2014

Segnalazioni 63. Bisogna difendere la scuola... dalla meritocrazia!



"Il corso tenuto da Michel Foucault nel 1976 al Collège de France fu uno dei momenti inaugurali per la riflessione teorica sulla biopolitica. Quelle lezioni furono pubblicate in un volume dal titolo emblematico "Bisogna difendere la società".
A circa quarant'anni di distanza da quel corso, la scuola italiana si è trasformata in un laboratorio per l'esercizio di un potere restrittivo che agisce su alunni e docenti".

sabato 20 settembre 2014

Frammenti 213



"Una risposta […] alla parola vuota, dimostra spesso nei suoi effetti di essere ben più frustrante del silenzio. Non si tratta piuttosto di una frustrazione che sarebbe inerente al soggetto? Il soggetto non vi si impegna forse in uno spossessamento sempre maggiore di quel certo suo essere di cui, a forza di pitture sincere che ne lasciano l’idea non meno incoerente, di rettificazioni che non riescono ad isolarne l’essenza, di puntelli e di difese che non impediscono alla sua statua di vacillare, di strette narcisistiche che si estenuano ad animarla nel loro soffio, finisce per riconoscere che questo essere non è mai stato altro che la sua opera nell’immaginario e che quest’opera delude in lui ogni certezza. Giacché in questo lavoro ch’egli fa di ricostruirla per un altro, ritrova l’alienazione fondamentale che gliel’ha fatta costruire come un’altra, e che l’ha sempre destinata ad essergli sottratta da un altro".
J.Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio in Scritti, pp.242-243.

Frammenti 212



"Nasciamo e viviamo tra voci di altri e voci proprie: voci che seducono, che comandano, che pregano, che chiedono, che domandano…Della voce potremmo quindi dire, in primo luogo, che è un chiaro segnale della nostra vita sociale"

J.Alemán-S.Larriera, L’inconscio e la voce. Esistenza e tempo tra Lacan e Heidegger, p.114.

sabato 6 settembre 2014

Schegge 40. Fantasmi a scuola.




Ciò che in questi giorni di annunci di riforme sulla scuola, di Buona-scuola, molti si ostinano a chiamare "merito" è invece da leggere come "meritocrazia", la piega oscena del merito, funzionale al consolidamento dell'immaginario neo-liberista e dell'ideologia delle competenze misurabili, quantificabili e standardizzabili. Il fine è sempre quello della reductio ad unum.
Questo mostra che la battaglia si deve fare sempre sulle parole, con le parole. Con il fantasma che le abita oscenamente. Per citare J.-A. Miller: "Al meaning is use noi sostituiamo meaning is fantasy: la significazione è il fantasma" (JAM, I paradigmi del godimento, p. 112).

E' l'argomento intorno a cui giro in: "Bisogna difendere la scuola! Biopolitica e istruzione in Italia" in "Non fate i bravi. Educare e normalizzare in Italia oggi", a cura di Claudia Boscolo, con Prefazione di Maria Maddalena Mapelli (qui il link alla versione e-pub del libro).

martedì 19 agosto 2014

Frammenti 211



"Il calcio, com'è noto, è il gioco del popolo, e come tale cade nelle grinfie di tutta quella gente che non è, insomma, il popolo. Ad alcuni piace perché sono dei socialisti sentimentali; ad altri perché hanno frequentato le scuole private, e vorrebbero non averlo fatto; ad altri perché il loro lavoro – di scrittore, giornalista televisivo o pubblicitario – li ha portati molto lontani da quello che considerano il loro luogo di appartenenza, o di provenienza, e il calcio sembra loro un modo veloce e indolore per ritornarci".
Nick Hornby, Febbre a 90'

lunedì 11 agosto 2014

Frammenti 210



Prof. Sean: Se ti chiedessi sull'arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti... Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c'è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto... mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta... ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh?"Ancora una volta sulla breccia cari amici!"... ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l'ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull'amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile... non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell'inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d'ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine "orario delle visite" non si applica a te. Non sai cos'è la vera perdita perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma, sei un genio Will, chi lo nega questo. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo. Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa, non c'è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa mi affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo, vero campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. A te la mossa, capo.
Will Hunting – Genio ribelle, regia di Gus Van Sant, 1997 con Robin Williams, Matt Damon e Ben Affleck.