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martedì 9 dicembre 2014

Frammenti 221



«Lacan, prese le mosse, nel suo “ritorno a Freud”, dalla lettura linguistica dell’intero edificio psicoanalitico,  riassunta da quella che, forse, è la sua formula più nota:
“L’inconscio è strutturato come un linguaggio”. […]
L’inconscio freudiano, infatti, fu motivo di scandalo non tanto per via dell’affermazione secondo cui il Sé razionale è subordinato al ben più vasto dominio dei ciechi istinti irrazionali,
quanto perché esso dimostrò come l’inconscio stesso obbedisca a una grammatica e a una logica sue proprie:
l’inconscio parla e pensa»
Žižek, Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo, P.25

lunedì 8 dicembre 2014

Segnalazioni 65. Madri morte, Psycho e gli stati limite.



In un periodo in cui riesco a dedicare meno tempo di quello che vorrei al blog, diviso come sono tra nuovi inserimenti esistenziali e perenni incombenze burocratiche, segnalo un nuovo contributo preparato per "Lo spirito e l'osso. Immaginario, filosofia e psicoanalisi" la rubrica che tengo su Psychiatryonline Italia, la rivista online che si occupa del variegato universo "psy". Pol.it  è ormai una realtà consolidata tra le riviste online, un esempio di spazio intelligente sul web costruito sull'idea della condivisione divergente: tante anime diverse che offrono il loro punto di vista singolare e evenemenziale. 

lunedì 1 dicembre 2014

Frammenti 220



"Nessuna improvvisa svalutazione di persona sarà mai dimenticata:
è troppo dolorosa.
la si porta con sè per tutta la vita,
a meno che non si possa gettarla su altri.
E anche la massa come tale non dimentica la propria svalutazione".
Elias Canetti, Massa e potere.

sabato 29 novembre 2014

Frammenti 219



«Io mi identifico nel linguaggio, ma solo perdendomici come un oggetto. 
Ciò che si realizza nella mia storia non è il passato remoto di ciò che fu perché non è più, e neanche il perfetto di ciò che è stato in ciò che io sono, ma il futuro anteriore di ciò che sarò stato per ciò che sto per divenire».
J.Lacan, Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi, in Scritti, p. 293.



mercoledì 26 novembre 2014

Frammenti 218



«L’uso del linguaggio proprio del sociopatico paradossalmente coincide con la nozione standard che comunemente si attribuisce al linguaggio, la nozione, cioè, che intende il linguaggio come mezzo di comunicazione puramente strumentale, ossia come un insieme di segni che trasmettono significati. Il sociopatico usa il linguaggio: in questo senso non ne è implicato ed è insensibile alla dimensione performativa».
S. Žižek, Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo, p.25.

martedì 25 novembre 2014

Frammenti 217



"Non cerchiamo in Freud un esploratore della profondità umana e del senso originario, bensì il prodigioso scopritore della macchina dell'inconscio dal quale il senso è prodotto, sempre prodotto in funzione del non-senso".

Gilles Deleuze, Logica del senso, p. 70.

sabato 22 novembre 2014

Frammenti 216



«Comunque, mi sembra che Lacan si sia sempre impegnato a liberare l’oggetto del desiderio da tutti i riferimenti totalizzanti che potevano minacciarlo: fin dallo stadio dello specchio, la libido sfuggiva all’“ipotesi sostanzialista” […]; mentre la teoria dell’oggetto “a” contiene forse in germe la liquidazione del totalitarismo del significante. Divenendo oggetto “a”, l’oggetto parziale si è detotalizzato, deterritorializzato, ha preso definitivamente le distanze da una corporeità individuata; è in grado di andare verso le molteplicità reali e di aprirsi a ogni tipo di macchinismo molecolare che lavora la storia».
F.Guattari, Deleuze e Guattari si spiegano in G.Deleuze e F.Guattari, Macchine desideranti. Capitalismo e schizofrenia, introd. e cura di U.Fadini, Ombre Corte, Milano 2012, p.27.