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venerdì 9 gennaio 2015

Schegge 42



Forse in pochi si vogliono rendere conto che non c'è un "noi" contro "loro" ma un più viscerale e fratricida "loro" contro "loro" tragicamente rappresentato dalle immagini in differita dell'esecuzione a freddo di Ahmed Meradet, l'agente di polizia arabo e musulmano. 

giovedì 8 gennaio 2015

Frammenti 224



«Tu sei il diavolo» disse allora Guglielmo.
Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. «Io?» disse.
«Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre.»
Umberto Eco, Il Nome della rosa

domenica 28 dicembre 2014

Frammenti 223



"Pensi che un combattimento sia un solo colpo? Un calcio? Finché non sei in grado di eseguire combinazioni insieme senza neanche pensarci, finché non capisci come tenerti in movimento e come avere resistenza, assumi una guardia del corpo o conduci una vita più pacifica".
Bruce Lee,  La perfezione del corpo, p.121

sabato 27 dicembre 2014

Frammenti 222



«Secondo me c'è una morale ovunque.
Quando Nietzsche dice "Abbasso la morale di Al di là del bene e del male"
aggiunge subito nella stessa frase:
"ma attenzione non siate sciocchi , non imitate chi invita al suicidio".
"Al di là del bene e del male" non vuole affatto dire:
"al di là del buono e del cattivo".
Vuole dire che il bene e il male sono di fatto una mistificazione,
non vuol dire "vale tutto».
Gilles Deleuze, Ethique et morale, Vincennes 1980

mercoledì 24 dicembre 2014

Schegge 41.




Sciascia, tanto citato quanto poco letto e ancor peggio compreso, nel famoso apologo de "il giorno della civetta" fa dividere a don Mariano l'umanità in cinque categorie, tra le quali la più celebre è quella dei "quaquaraquà".
Eppure, per un siciliano non è questa la categoria più interessante, lo è quella degli "ominicchi": persone mediocri che evitano il confronto diretto, di metterci la faccia, che nascondono il loro risentimento dietro pratiche quotidiane improntate all'evitamento e al rispetto della formalità. Una formalità mortifera fatta di ossequio alle regole del più forte, di chi detiene una qualunque forma di potere. "Meschineddi" divorati da un risentimento che non può venire fuori che indirettamente, attraverso le lettere anonime (come in "A ciascuno il suo") o la "sparlatina" (sempre in "A ciascuno il suo"). Sull'Altro proiettano frustrazioni transgenerazionali accumulate nei secoli, in tempi lunghissimi di calcolato evitamentoPer questi passivi-aggressivi il mondo (quello siciliano in primis) non va mai bene ma di esso sostengono le logiche di consistenza attraverso il loro ethos da struzzi compiaciuti.
Come tutti sanno per Sciascia la Sicilia è sempre la metafora dell'Italia intera.

martedì 9 dicembre 2014

Frammenti 221



«Lacan, prese le mosse, nel suo “ritorno a Freud”, dalla lettura linguistica dell’intero edificio psicoanalitico,  riassunta da quella che, forse, è la sua formula più nota:
“L’inconscio è strutturato come un linguaggio”. […]
L’inconscio freudiano, infatti, fu motivo di scandalo non tanto per via dell’affermazione secondo cui il Sé razionale è subordinato al ben più vasto dominio dei ciechi istinti irrazionali,
quanto perché esso dimostrò come l’inconscio stesso obbedisca a una grammatica e a una logica sue proprie:
l’inconscio parla e pensa»
Žižek, Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo, P.25

lunedì 8 dicembre 2014

Segnalazioni 65. Madri morte, Psycho e gli stati limite.



In un periodo in cui riesco a dedicare meno tempo di quello che vorrei al blog, diviso come sono tra nuovi inserimenti esistenziali e perenni incombenze burocratiche, segnalo un nuovo contributo preparato per "Lo spirito e l'osso. Immaginario, filosofia e psicoanalisi" la rubrica che tengo su Psychiatryonline Italia, la rivista online che si occupa del variegato universo "psy". Pol.it  è ormai una realtà consolidata tra le riviste online, un esempio di spazio intelligente sul web costruito sull'idea della condivisione divergente: tante anime diverse che offrono il loro punto di vista singolare e evenemenziale.