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mercoledì 26 novembre 2014

Frammenti 218



«L’uso del linguaggio proprio del sociopatico paradossalmente coincide con la nozione standard che comunemente si attribuisce al linguaggio, la nozione, cioè, che intende il linguaggio come mezzo di comunicazione puramente strumentale, ossia come un insieme di segni che trasmettono significati. Il sociopatico usa il linguaggio: in questo senso non ne è implicato ed è insensibile alla dimensione performativa».
S. Žižek, Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo, p.25.

martedì 25 novembre 2014

Frammenti 217



"Non cerchiamo in Freud un esploratore della profondità umana e del senso originario, bensì il prodigioso scopritore della macchina dell'inconscio dal quale il senso è prodotto, sempre prodotto in funzione del non-senso".

Gilles Deleuze, Logica del senso, p. 70.

sabato 22 novembre 2014

Frammenti 216



«Comunque, mi sembra che Lacan si sia sempre impegnato a liberare l’oggetto del desiderio da tutti i riferimenti totalizzanti che potevano minacciarlo: fin dallo stadio dello specchio, la libido sfuggiva all’“ipotesi sostanzialista” […]; mentre la teoria dell’oggetto “a” contiene forse in germe la liquidazione del totalitarismo del significante. Divenendo oggetto “a”, l’oggetto parziale si è detotalizzato, deterritorializzato, ha preso definitivamente le distanze da una corporeità individuata; è in grado di andare verso le molteplicità reali e di aprirsi a ogni tipo di macchinismo molecolare che lavora la storia».
F.Guattari, Deleuze e Guattari si spiegano in G.Deleuze e F.Guattari, Macchine desideranti. Capitalismo e schizofrenia, introd. e cura di U.Fadini, Ombre Corte, Milano 2012, p.27.

venerdì 21 novembre 2014

Frammenti 215



"Le valutazioni, restituite al proprio elemento, non sono valori ma modi di essere,
di esistere,
da parte di chi giudica e valuta;
fungono così da principi a quei valori in base a cui si giudica.
Questo spiega perchè le convinzioni,
i sentimenti, 
i pensieri che abbiamo,
siano sempre frutto del nostro modo di essere o del nostro stile di vita".
Gilles Deleuze, Nietzsche e la filosofia, p.4

mercoledì 29 ottobre 2014

Frammenti 214



"Tutta un'impostura. La storia non esiste. Forse esistono le generazioni di foglie che sono andate via da quell'albero, un autunno appresso all'altro? Esiste l'albero, esistono le sue foglie nuove: poi anche queste foglie se ne andranno; e a un certo punto se ne andrà anche l'albero: in fumo, in cenere. La storia delle foglie, la storia dell'albero. Fesserie! Se ogni foglia scrivesse la sua storia, se quest'albero scrivesse la sua, allora diremmo: eh sì, la storia... Vostro nonno ha scritto la sua storia? E vostro padre? E il mio? E i nostri avoli e trisavoli?... Sono discesi a marcire nella terra né più e né meno che come foglie, senza lasciare storia... C'è ancora l'albero, sì, ci siamo noi come foglie nuove... E ce ne andremo anche noi... L'albero che resterà, se resterà, può anche essere segato ramo a ramo: i re, i viceré, i papi, i capitani; i grandi, insomma... Facciamone un po' di fuoco, un po' di fumo: ad illudere i popoli, le nazioni, l'umanità vivente... La storia! E mio padre? E vostro padre? E il gorgoglio delle loro viscere vuote? E la voce della loro fame? Credete che si sentirà, nella storia? Che ci sarà uno storico che avrà orecchio talmente fino da sentirlo?"
Leonardo Sciascia, Il consiglio d'Egitto.

venerdì 3 ottobre 2014

Segnalazioni 64. Una tomba per l'insegnante di sostegno?




In questi giorni sta facendo molto discutere la proposta di Dario Ianes, docente, autore del libro “L'evoluzione dell'insegnante di sostegno” e cofondatore delle Edizioni Centro Studi, che sostiene la necessità di trasformare radicalmente l'impianto che attualmente sostiene il sistema "insegnante di sostegno" nella scuola italiana. La proposta di Ianes è quella di convertire l'80% dei docenti di sostegno in docenti curriculari e i restanti in figure specialistiche dotate di competenze tecniche in grado di coordinare l'attività di integrazione tra gli alunni della classe e lo studente diversamente-abile. Il tutto attraverso la messa a disposizione di materiali, idee, consulenze, strategie e  forme di collaborazione attiva con l'intero consiglio di classe. 

lunedì 29 settembre 2014

Segnalazioni 63. Bisogna difendere la scuola... dalla meritocrazia!



"Il corso tenuto da Michel Foucault nel 1976 al Collège de France fu uno dei momenti inaugurali per la riflessione teorica sulla biopolitica. Quelle lezioni furono pubblicate in un volume dal titolo emblematico "Bisogna difendere la società".
A circa quarant'anni di distanza da quel corso, la scuola italiana si è trasformata in un laboratorio per l'esercizio di un potere restrittivo che agisce su alunni e docenti".