venerdì 16 marzo 2012
Voci nel deserto 54.
"La gente non si assume la responsabilità delle idee che usa,
ma vive di verità rivelate.
Ho detto pure che considero verità rivelate quelle di cui non si è l'origine".
Manlio Sgalambro, Dialogo teologico, p. 11.
Frammenti 92.
"Un'altra avversione,
che io reputo un'avversione stessa dello spirito,
è rivolta al moltiplicarsi della specie,
quando uno solo basterebbe.
L'idea di molteplicità,
da sempre invisa all'intelletto,
riportata su questo terreno,
provoca un profondo disgusto per quegli esseri con cui si deve condividere lo spazio.
Con cui si deve camminare, respirare in comune".
Manlio Sgalambro, Dialogo teologico, p. 10.
mercoledì 14 marzo 2012
Frammenti 91.
"Non c’è una lingua in sé,
né un’universalità del linguaggio,
ma un concorso di dialetti, vernacoli, gerghi, lingue speciali.
Non esiste un locutore-uditore ideale, come d’altronde una comunità linguistica omogenea.
La lingua è secondo una formula di Weinreich, «una realtà essenzialmente eterogenea».
Non esiste una lingua madre, ma solo il sopravvento di una lingua dominante in una molteplicità politica".
Gilles Deleuze- Felix Guattari, Mille Plateaux, p. 52.
martedì 13 marzo 2012
Frammenti 90.
"Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo,
e per giunta, in qualità di epigono,
intende trasportarlo nel proprio tempo,
vede in esso un tema classico, un tema eterno.
Sa bene quello che il pessimismo esige e quello che si esige da esso.
Egli è il pessimista della verità, se così si può chiamare costui.
Il pessimismo onora la verità: questa la tesi generale.
Questo pessimista ha seguito il retto cammino dell'onore.
Egli ha onorato la verità.
Questo è il pessimismo che vogliamo con tutte le nostre forze, egli dice:
percorrere il cammino che percorre ogni uomo che si sia accostato alla verità sino al suo nucleo più crudele, là dove essa non è più con lui.
Perché la verità è il tutto contro la parte, il tutto contro di te".
Manlio Sgalambro, De mundo pessimo.
Frammenti 89.
"Smettila!
Mi annoi!
Sperimenta, invece di significare e interpretare!
Trovati da solo i tuoi spazi, le tue territorialità, le tue deterritorializzazioni, il tuo regime, le tue linee di fuga!"
G.Deleuze – F. Guattari, Mille piani. Capitalismo e schizofrenia.
domenica 11 marzo 2012
Frammenti 88.
"Definisco il pensare come l'attenzione per tutto ciò che non è se stessi o l'attenzione per se stessi ma come se non lo si fosse.
Per gli equivoci che causa, sono propenso a usare invece di "pensare",
"essere attento" e al posto di "pensiero",
"attenzione".
Uno dei benefici sarebbe quello di lasciare "pensiero" all'uso corrente.
L'idea di sforzo connessavi sarebbe ben spiegata dal concetto di attenzione che è implicito in essa.
Definisco, poi, idea lo scarto tra noi e le cose.
Allibisco quando sento dire che le idee e le cose sono identiche.
È il potere di questo scarto che definisce la capacità di pensare".
Manlio Sgalambro, Dialogo teologico.
Frammenti 87.
"San Lorenzo al mare. Pomeriggio ventoso di settembre, nuvole rapide sfilacciate. Dal limite della spiaggia dove mi trovo, con le spalle verso il paese, il mare è un nastro viola che si arrotola e si srotola senza fine. Sono fermo da più di un'ora, forse. Nel punto in cui ho messo la sdraio, al riparo, non c'è vento, soltanto una folata ogni tanto. Sono scivolato in uno stato di torpore. Invece vorrei essere lucido, attivo, produttivo... Riprendere le idee di questi mesi. Scavare gli appunti, i libri. Scavare l'insoddisfazione. Mi ci vorrebbe qualcosa che vincesse questo stato d'inerzia, qualcosa che facilitasse l'attività intellettuale... Continuo a guardare affascinato il nastro del mare.
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